I pilastri della comunità cristiana

Emergono qui i quattro pilastri portanti di ogni comunità cristiana. Per descriverli seguiamo passo passo il testo degli Atti:

1) «Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli…» per educarsi al «pensiero di Cristo» (cfr. 1Cor 2,16). Scrive san Massimo il Confessore: «Anch’io, infatti, dico di avere il pensiero di Cristo, cioè il pensiero che pensa secondo Lui e pensa Lui attraverso tutte le cose». L’assimilazione del pensiero di Cristo è frutto del rapporto personale con Lui («Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù» Fil 2,5).

Approfondire in questi termini il «pensiero di Cristo» (cfr. 1Cor 2,16) significa “allargare la ragione” incontrando ogni fratello uomo. Infatti, per il cristiano «il campo è il mondo» (Mt 13,38).

 

2) «… e nella comunione…»: il secondo fattore costitutivo della vita della comunità è la tensione a condividere con tutti i fratelli la propria esistenza perché abbiamo in comune Cristo stesso. La comunione che scaturisce dalla vita della Trinità è quindi l’a priori necessario dell’esistenza cristiana, sorgente inesauribile di una stima previa, sempre e verso tutti. La comunione in cui siamo inseriti è gratuita: lo Spirito per edificare la Chiesa «nella comunione e nel ministero la provvede e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti» (Lumen gentium 4).

 

3) «… nello spezzare il pane e nelle preghiere…»: la memoria eucaristica di Gesù è la sorgente inesauribile della vita della comunità (cfr. Sacrosanctum Concilium 7 e 10). La Persona di Gesù, la Sua vita, la Sua passione, morte e risurrezione non sono fatti confinati nel passato al quale si ritorna con il ricordo per trarne esempio e insegnamento. La Sua è una presenza reale. Il sacrificio eucaristico è la modalità sacramentale con cui Cristo ha voluto essere nostro contemporaneo. Rende possibile, per opera dello Spirito, vivere in Lui, per Lui, di Lui. Come ad Emmaus il Crocifisso Risorto spiega le Scritture e spezza il Pane per noi (cfr. Lc 24,13-35); ci fa una sola cosa con Lui e tra di noi (cfr. 1Cor 10,17).

Su queste basi Gesù ci chiede ciò che a noi sembra impossibile: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,44). Esiste una apertura verso tutta la famiglia umana più grande di questa? Come non mendicare il perdono per le contese, i conflitti e le divisioni che feriscono le nostre comunità?

 

4) «… il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati». Nell’azione missionaria della comunità di Gerusalemme è all’opera lo Spirito del Risorto attraverso la parola degli Apostoli e i segni che essi compiono, il martirio che subiscono, la carità che i fratelli praticano. La missione della Chiesa, lo ripeto, non è l’accanimento del proselitismo, ma una testimonianza che lascia trasparire l’attrattiva di Gesù, è lo struggimento perché tutti siano salvati.

card. Angelo Scola,

Alla scoperta del Dio vicino


CATECHESI

Educarsi al pensiero di Cristo è il primo scopo della catechesi dei ragazzi, proposta di domenica, perché questo accada dentro il rapporto con la comunità.

COMUNIONE

Seguire i passi della vita della Chiesa in comunione con il Papa è la garanzia di essere sulla strada giusta per la riuscita della vita. Dare credito alle proposte della comunità ci educa all'obbedienza necessaria per non essere noi la misura delle cose.

LITURGIA

Il nostro stare insieme è anzitutto risposta all'iniziativa di un Altro che ci convoca. La partecipazione alla s. Messa domenicale, e possibilmente quotidiana, è la forma più alta di questa risposta.

MISSIONE

Non possiamo tenere per noi quello che Dio ci fa incontrare. La testimonianza, che può arrivare fino al martirio, in ogni ambiente di vita è il dono più urgente che possiamo fare ai nostri fratelli uomini.


Comunicazioni per i genitori

Download
Modulo per la scelta del padrino o della madrina della Cresima
padrino:madrina.pdf
Documento Adobe Acrobat 546.3 KB
Download
Calendario appuntamenti 2017-2018
app17:18.pdf
Documento Adobe Acrobat 660.2 KB